Rifugio Gastaldi

Il rifugio Gastaldi e il Tour della Bessanese (TO)

Il rifugio Gastaldi si trova nelle Alpi Graie in provincia di Torino, per la precisione si trova alla testata della valle di Ala, una delle tre valli di Lanzo. Se per gli appassionati di montagna piemontesi sto dicendo cose ovvie, considerate che queste valli e il rifugio Gastaldi non sono altrettanto famosi nel resto d’Italia. Sebbene queste montagne non abbiano assolutamente nulla da invidiare a zone di montagna più blasonate, quando ne parlo agli escursionisti di altre regioni, sono ben pochi a sapere della loro esistenza.

Si tratta di vallate che nel corso del secolo scorso hanno subito un grande spopolamento, prive di passi carrozzabili e dunque poco rilevanti come luoghi di transito e commercio. Sono inoltre molto vicine alla città, che con la sua grande fabbrica ha drenato la popolazione di queste terre che, sembra incredibile dirlo, nel corso dell’ 800 avevano invece avuto un notevole sviluppo turistico d’élite.

Ma veniamo ai giorni nostri.

Quest’anno (estate 2019)

La conca del rifugio Gastaldi

La conca del rifugio Gastaldi

Il gran caldo che si è avuto nei mesi di giugno e luglio ha ripulito adeguatamente i sentieri imbiancati quest’anno d aabbondanti nevicate di primavera e dunque, attualmente, non ci sono problemi di percorribilità per chi volesse intraprendere il famoso giro della Bessanese.

Il giro della Bessanese dal rifugio Gastaldi

Per chi ama i grand tour in alta quota, il giro della Bessanese non può mancare tra le proprie conquiste, presentando, infatti, tra i suoi vantaggi anche quello della brevità: basta un weekend lungo per completarlo.
Si tratta di un percorso transfrontaliero d’alta quota che in tre giorni di cammino permette di aggirare la vetta della Bessanese.

  1. Tappa: dal Rifugio Gastaldi al rifugio Cibrario
  2. Tappa: Rifugio Cibrario (raggiungibile da Usseglio in val di Viù) al Rifugio Avérole (FR) attraverso il Colle Sulé e il Colle d’Autaret
  3. Tappa: Rifugio Avérole (rggiungibile da Bessans in Haute Maurienne) al Rifugio Gastaldi

Per maggiori info vi rimando al sito, ma vi invito a sognare guardando il video qui sotto.

www.tourdellabessanese.eu

Rifugio Gastaldi, attività

Le vette

Il rifugio, dotato di più di 60 posti letto, è un rifugio di alta montagna e funge da punto di appoggio ideale per esplorare una zona aspra e solitaria, di grande fascino. La zona è costellata da cime che superano in molti casi i 3500 metri e che rappresentano interessanti ed appaganti mete alpinistiche, elenco qui le principali:

  • Uja di Ciamarella (3676 m. F)
  • Albaron di Savoia (3637 m. F+)
  • Bessanese (3604 m. via normale PD, spigolo Murari AD+)
  • Punta Maria (3302 m. F+)

Si tratta di ascensioni che presuppongono la conoscenza delle tecniche di progressione su ghiacciaio e vanno dunque affrontate con attrezzatura e competenza adeguate.

Le traversate

Per chi non vuole affrontare le cime, ma vuole attraversare verso altri rifugi o raggiungere mete più abbordabili la scelta non manca neanche qui:

  • Al rifugio Cibrario per il Collarin d’arnas
  • Il grande Lago della Rossa (lago artificiale)
  • Il piccolo e selvaggio lago del Crotas
  • La panoramica Punta Adami (3170 m)

Il Panorama dal rifugio Gastaldi

Anche un normale escursionista prova una grande soddisfazione a raggiungere la conca dove sorge il rifugio. Il panorama sull’Uja di Ciamarella e sulla Bessanese le 2 cime che dominano la testata della valle si fissa in modo indelebile nella memoria di chi ci va anche solo una volta.

Come arrivare al rifugio Gastaldi

Avvicinamento in auto

Il rifugio Gastaldi si trova nel territorio del Comune di Balme, in provincia di Torino.
Lasciata la tangenziale nord di Torino all’uscita di Venaria, imboccare la provinciale del Parco della Mandria in direzione di Lanzo. Proseguire quindi lungo la Val d’Ala verso Ceres e Balme, da dove la strada sale rapidamente per terminare ai 1850 mt del Pian della Mussa.

Il sentiero

Rifugio Gastaldi accesso

Rifugio Gastaldi accesso

Parcheggiata l’auto al pian della Mussa imboccare a sx la strada sterrata e, attraversata la Stura sul nuovo un ponte di legno, costeggiare l’Alpe Venoni, caratteristica bergeria protetta da un curioso roccione che la sovrasta.

Il sentiero (EPT222) prosegue lungo la parte bassa del Canale delle Capre per presto svoltare a sinistra e, con molti tornanti, prendere rapidamente quota. A circa 2300 mt si raggiunge il Pian dei Morti, ampia sella erbosa dove lo sguardo si allarga su tutto il Pian della Mussa e sul resto del percorso.

Lasciare sulla destra il sentiero EPT223 che conduce al Pian Gias e, dapprima in diagonale poi con ampi tornanti raggiungere la base di una paretina rocciosa dove è attrezzata una zona per l’arrampicata. Il sentiero la evita spostandosi sulla destra, supera alcuni facili gradini rocciosi attrezzati con mancorrenti di corda, e prosegue con alcuni tornanti al margine di un valloncello.

Giunti senza difficoltà ad un colletto dal quale è già possibile vedere il rifugio, si percorre ancora l’ultimo tratto pianeggiante che conduce in pochi minuti alla meta, in splendida posizione panoramica sull’ampia conca del Crot del Ciaussinè e di fronte alle vette circostanti. (ore 2,00-2,30).

La storia del rifugio Gastaldi

Il Crot del Ciaussinè ospita un punto di appoggio per alpinisti fin adal 1880. Non stupisce dunque che la storia del rifugio sia andata di pari passo con quella degli eventi del secolo scorso. Rimando al sito del rifugio per una storia completa, qui basti ricordare che il rifugio Gastaldi e le valli di Lanzo hanno un ruolo di primo piano nella storia dell’alpinismo torinese.

A conferma di questo, dedicate qualche minuto alla visita dell’adiacente Vecchio Rifugio, che ospita la sede distaccata del Museo della Montagna di Torino. Troverete rare immagini e reperti d’epoca, che documentano la storia alpinistica delle valli di Lanzo e del Gastaldi.

Il rifugio in cifre

  • Località: Crot del Ciaussinè, Balme, Val d’Ala di Lanzo
  • Quota: 2659
  • Telefono: 0123565008 +39 3487119154 – Roberto
  • Sito : www.rifugiogastaldi.com
  • Apertura: metà giugno – metà settembre
  • Apertura scialpinistica: 1 aprile – primi giorni di maggio (compatibilmente con le condizioni)
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